Il blog del Cammino del Duende
Esplora i nostri articoli per approfondire temi di psicologia, benessere e crescita personale. Trova ispirazione, comprensione e strumenti pratici per il tuo cammino. Spero che tu possa rispecchiarti in alcune problematiche che andrĂ² a spiegare.

Come scegliere uno psicologo? Più che trovare "il migliore", trova quello giusto per te
Decidere di contattare uno psicologo non è sempre semplice. Per molte persone il primo ostacolo non è chiedere aiuto, ma capire a chi rivolgersi.
Basta una ricerca online per trovare decine di professionisti, approcci diversi, specializzazioni e descrizioni che, spesso, sembrano molto simili. È naturale chiedersi: "Come faccio a scegliere quello giusto?"
La risposta, però, potrebbe sorprenderti: probabilmente non esiste lo psicologo migliore in assoluto, ma quello che meglio si adatta alle tue esigenze, al momento della tua vita e al tipo di percorso che desideri intraprendere.
Parti dalla tua domanda, non dalla tua diagnosi
Molte persone pensano di dover arrivare dal professionista con un problema ben definito.
In realtà non è necessario.
Può darsi che tu stia vivendo un periodo di ansia, una crisi di coppia, un momento di forte stress, un senso di vuoto difficile da spiegare o la sensazione di ripetere sempre gli stessi schemi senza comprenderne il motivo.
Non serve avere già tutte le risposte. A volte basta avere una domanda sincera.
Uno degli obiettivi della terapia è proprio quello di dare un nome a ciò che inizialmente appare confuso.
Informati su come lavora, non solo su cosa ha studiato
La formazione è importante e rappresenta una garanzia di competenza. Tuttavia, due psicologi con percorsi accademici simili possono lavorare in modi molto diversi.
Prima di prenotare, prova a leggere il loro sito o il loro blog.
Chiediti:
-
riesco a capire come lavora?
-
mi ritrovo nel suo modo di spiegare le cose?
-
mi sento accolto da ciò che scrive?
Personalmente credo che il modo in cui uno psicologo racconta la propria idea di terapia dica molto più di un elenco di titoli.
Per questo ho scelto di scrivere questi articoli: perché desidero che chi mi contatta abbia già un'idea del percorso che potremmo costruire insieme. Preferisco che una persona decida di chiamarmi perché si riconosce nel mio modo di vedere la psicologia, piuttosto che perché ha trovato semplicemente un nominativo su Google.
Diffida delle promesse troppo semplici
Quando stiamo male è normale desiderare una soluzione rapida.
Per questo possono risultare molto attraenti frasi come:
-
"Elimina l'ansia in poche sedute."
-
"Risolvi il problema definitivamente."
-
"Metodo rapido e garantito."
La realtà, però, è più complessa.
Ogni persona porta con sé una storia unica, esperienze diverse e tempi differenti di elaborazione. Un professionista serio può spiegarti come lavora e quali obiettivi è realistico raggiungere, ma difficilmente potrà promettere risultati uguali per tutti.
Cambiare significa anche attraversare l'incertezza
Uno degli aspetti meno raccontati della terapia è che il cambiamento non procede sempre in linea retta.
Ci sono momenti in cui sembra di fare grandi passi avanti e altri in cui ci si sente smarriti, quasi come se tutto fosse tornato come prima.
Io penso che questo "brancolare nella nebbia" non sia necessariamente un segnale che qualcosa non stia funzionando. Al contrario, spesso è proprio il momento in cui stiamo lasciando alle spalle vecchi modi di essere senza aver ancora costruito quelli nuovi.
Carl Gustav Jung scriveva che "non si diventa illuminati immaginando figure di luce, ma rendendo cosciente l'oscurità."
È una frase che mi accompagna spesso nel mio lavoro.
Non perché la sofferenza sia qualcosa da ricercare, ma perché credo che molte delle nostre difficoltà contengano anche una domanda importante su chi siamo e su chi stiamo diventando.
Anche James Hillman ci invita a guardare il sintomo non solo come un problema da eliminare, ma come un linguaggio della psiche. Una prospettiva che sento molto vicina e che influenza il mio modo di lavorare.
Il rapporto con lo psicologo conta quanto il metodo
La ricerca scientifica mostra che uno dei fattori più importanti per l'efficacia della terapia è la qualità della relazione tra paziente e terapeuta.
Sentirsi ascoltati, rispettati e liberi di esprimersi è fondamentale.
Per questo motivo la prima seduta non serve solo allo psicologo per conoscere te.
Serve anche a te per capire se quella persona ti fa sentire sufficientemente a tuo agio da intraprendere un percorso insieme.
Non è una questione di simpatia, ma di fiducia.
Chi è lo psicologo che stai scegliendo?
Quando scegli uno psicologo, stai scegliendo anche una persona.
Naturalmente sono importanti la formazione, l'esperienza e l'aggiornamento professionale. Ma credo che sia altrettanto importante conoscere qualcosa dello sguardo con cui quel professionista osserva il mondo.
Nel mio caso, oltre alla psicologia, c'è una grande passione per l'arte, la letteratura e il cinema.
Mi affascina il modo in cui un quadro, un romanzo o un film riescano a raccontare emozioni complesse che, a volte, facciamo fatica persino a nominare.
Forse è anche per questo che mi sento vicino alla psicologia junghiana e al pensiero di Hillman: entrambi ci ricordano che l'essere umano non è fatto soltanto di sintomi da eliminare, ma anche di immagini, simboli, sogni, desideri e significati.
Questo interesse personale non sostituisce il rigore della pratica clinica, ma continua ad arricchire il mio modo di ascoltare. Ogni persona porta con sé una storia unica, e credo che il compito dello psicologo sia comprenderla prima ancora che interpretarla.
Non cercare qualcuno che abbia tutte le risposte
È comprensibile desiderare uno psicologo che sappia indicarci immediatamente cosa fare.
Eppure, il lavoro terapeutico raramente consiste nel dare consigli.
Molto più spesso significa creare uno spazio in cui osservare insieme ciò che accade, comprendere i meccanismi che mantengono la sofferenza e sperimentare nuovi modi di affrontare la realtà.
Le risposte costruite insieme, nel tempo, sono generalmente più solide di quelle ricevute dall'esterno.
Una domanda che può aiutarti
Prima di scegliere uno psicologo, prova a chiederti:
"Mi riconosco nel suo modo di vedere il cambiamento?"
Perché, alla fine, non sceglierai soltanto una persona.
Sceglierai un modo di lavorare, un linguaggio, una visione dell'essere umano e della possibilità di cambiare.
Se leggendo ciò che scrive senti che quel modo di guardare alle difficoltà risuona con la tua esperienza, allora potrebbe essere un buon punto da cui iniziare.
Credo che una buona terapia inizi ancora prima della prima seduta, quando una persona legge, riflette e pensa: "Forse questo è il luogo in cui posso iniziare a comprendermi meglio."
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